Dermatite atopica: perché colpisce la pelle dei neonati?

La diffusione della dermatite atopica nei bambini è stimata al 20% sotto i 7 anni e al 18% tra i 7 e i 16 anni. La causa precisa non si conosce ancora, ma sembra che a scatenarla sia un complesso intreccio di fattori genetici, immunitari e ambientali. Spesso si pensa che la dermatite atopica sia necessariamente espressione di un’allergia alimentare. Sbagliato: come sottolinea Paola Marangione, responsabile di Neonatologia di Humanitas San Pio X di Milano, questo non è sempre vero e bisogna quindi evitare soluzioni semplici quanto inutili, come eliminare il latte o altri alimenti dalla dieta del piccolo per curare la dermatite. Ascolta i suoi consigli nel video.

A novembre 2017, uno studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology dai ricercatori dell’università scozzese di Dundee, in collaborazione con l’ateneo britannico di Bristol e l’università olandese di Groningen, ha fatto un po’ di ordine nel mondo delle dermatiti atopiche mettendo sotto la lente un campione di 13.500 bambini, dalla nascita fino alla prima adolescenza. Quattro su dieci, ad un certo punto della loro vita, hanno sviluppato una forma di eczema. In base al momento della comparsa dei sintomi e alla loro persistenza, è stato possibile distinguere cinque sottotipi di dermatite. La più comune, secondo i risultati dello studio inglese, colpisce un bambino su tre, compare subito dopo la nascita e sparisce generalmente intorno al quinto anno di vita. Un’altra forma che si protrae fino all’età adulta, invece, interessa un bambino su otto. Si associa anche ad asma o allergia e ad una storia familiare di eczema.