Fibromi uterini e gravidanza: quali rischi?

I fibromi uterini colpiscono circa 3 milioni di donne e sono neoformazioni benigne dell’apparato riproduttivo femminile dovute alla proliferazione delle fibre muscolari lisce dell’utero. Hanno un forte impatto sulla qualità della vita di chi li ha, poiché coinvolgono la sfera intima, relazionale, sociale e lavorativa. L’età media alla diagnosi di questo disturbo è di 35 anni e la loro incidenza varia tra il 20% e l’80% a seconda dell’età.

In molte donne i fibromi sono asintomatici, ma nel 50% dei casi si manifestano attraverso sanguinamento intermestruale (spotting), emorragie mestruali, dolore pelvico e senso di compressione, disturbi urinari (aumentata frequenza delle minzioni e incontinenza), disturbi sessuali (dolore alla penetrazione profonda e assenza di desiderio), difficoltà al concepimento, aborti spontanei ricorrenti e aumento della circonferenza addominale. Oltre ai fattori genetici e alle situazioni di prolungata esposizione a determinati ormoni, altri fattori di rischio possono essere l’età precoce del primo ciclo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’obesità e la gravidanza in età tardiva.

Ma i fibromi uterini possono compromettere la fertilità e il corso di una gravidanza? A queste domande risponde nel video l’esperto Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X di Milano.